BORGO PRIOLO 28/03/2015: CasaPound Pavia espone striscione a La Torretta: “Assurde le pretese degli immigrati ospitati in quell’agriturismo”
BORGO PRIOLO – Nella notte CasaPound Pavia a Borgo Priolo – piccolo comune dell’Oltrepo Pavese in cui all’interno dell’agriturismo “La Torretta” sono ospitati una 80tina di migranti – ha affisso uno striscione che reca la scritta “Accoglienza ed ospitalità: pretese ed incapacità”. Il raid dopo che circa metà degli immigrati due giorni fa avevano inscenato una protesta (impedendo l’accesso alla struttura) per lamentare, fra l’altro, la scarsità del cibo, l’isolamento della struttura e la mancanza di documenti. “Questo è l’ennesimo esempio della volontà di non volersi integrare da parte degli immigrati – afferma Jacopo Merlini responsabile provinciale di CasaPound – Pretese e piedi puntati sono solo una chimera per gli italiani, mentre a chi viene in Italia tutto è concesso”. “Considerando che l’ospitalità viene data solo a chi sulla carta d’identità non ha la nazionalità italiana – continua Merlini – non capiamo le assurde pretese degli immigrati. Ma questo episodio deve farci riflettere sul fatto che non siamo in grado di accogliere più nessuno sul nostro territorio. Da una parte stiviamo hotel, agriturismi e case d’accoglienza di stranieri, dall’altra lasciamo che gli italiani vengano denigrati e abbandonati al proprio destino”. “Gli immigrati – conclude CPI – si sono resi protagonisti di episodi di violenza, non permettendo agli operatori dell’agriturismo di svolgere il proprio lavoro. Probabilmente qualche politico prezzolato della zona scenderà in campo in nome dell’umanità e dell’accoglienza. Ma, al posto di continuare a vivere nel politicamente corretto, bisognerebbe aprire gli occhi e capire che la chiusura delle frontiere e la priorità degli italiani viene prima di tutto. Prima dei soldi e degli interessi, alla Mafia Capitale, per i soliti in doppio petto, locali e nazionali”. LEGGI ANCHE BORGO PRIOLO 26/03/2015: Rivolta dei migranti in una struttura di accoglienza. Sbarrano l’accesso all’agriturismo che li ospita per chiedere un trattamento migliore
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