PAVIA VOGHERA 16/03/2022: Morto l’imprenditore Giuseppe Natta. Il ricordo di Achille Cester
PAVIA VOGHERA – E’ scomparso all’età di 80 anni Giuseppe Natta. Natta è stato uno dei più grossi Imprenditore italiani nel campo dei rifiuti e dell’ambiente (aveva fondato l’Ecodeco poi veduta ad A2A). Nel vogherese era divenuto famoso per aver gestito la discarica di Cervesina. Natta ha legato la sua storia anche all’affaire Fergomma, avendo proposto di smaltire tutti rifiuti Fergomma in cambio riqualificazione discarica Cervesina da rifiuti speciali a pericolosi.
In provincia di Pavia è stato l’artefice della riqualificazione rurale, contro il “destro agricolo” tipico della Pianura Padana, alla Cassinazza di Vellezzo Bellini.
Achille Cester, ingegnere oltrepadano esperto di radioprotezione, con un passato nella politica vogherese e oltrepadana, traccia un suo ricordo dell’amico imprenditore.
“Giuseppe Natta lo conoscevo bene perchè sono stato il suo assistente per 5 anni quando appena laureato ho cominciato a lavorare in Ecodeco nel 1985. Allora parlare di ambiente e sostenibilità era una novità assoluta e Natta in questo era stato un visionario, che ha contribuito a scrivere la prima legge sul controllo e censimento della produzione dei rifiuti della regione Lombardia alla fine degli anni 70.”
“Tanti sono gli episodi significativi della sua avventura imprenditoriale – prosegue Cester -: dai primi articoli sull’importanza di riciclare i rifiuti che non sono tali per legge fisica ma semplicemente per l’atteggiamento entropico del nostro modello industriale, che ne perdeva l’identità e quindi la possibilità di riutilizzarli.”
“Anche nel settore del cosiddetto rifiuto urbano – aggiunge Cester – aveva ipotizzato per primo la raccolta differenziata per secco ed umido, un uovo di colombo come era il suo approccio nella risoluzione dei problemi della vita.”
“Negli anni si era tolto anche l’ingombrante ombra del padre, che lo aveva identificato all’inizio della sua attività – conclude Achille Cester -. Più che dal padre infatti aveva preso dalla madre, donna caparbia e con grandi capacità manageriali, vera signora dei salotti imprenditoriali della Milano del primo dopoguerra e allo stesso tempo punto di riferimento dei tanti collaboratori del marito premio Nobel.”
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