VOGHERA PAVIA 30/06/2021: Striscioni affissi anche in città per richiedere la liberazione di Marco Zennaro detenuto in Sudan
VOGHERA PAVIA – “Riprendiamoci Zennaro”, questo il testo degli striscioni affissi ance a Voghera e Pavia in tutta Italia dai militanti di CasaPound Italia per richiedere la liberazione immediata di Marco Zennaro, attualmente ai domiciliari in Sudan in attesa di processo.
“Non dobbiamo lasciar calare l’attenzione sul caso Marco Zennaro. Non possiamo permetterci di dimenticare un nostro connazionale rinchiuso ingiustamente da uno stato esterno e in attesa di quello che, viste le premesse, quasi sicuramente sarà un processo farsa” – afferma un portavoce di CasaPound Italia.
“Ci aspettiamo maggior incisività dalla Farnesina, la cui azione fino ad ora è stata a dir poco imbarazzante, condita da dichiarazioni che denotano una totale incapacità nella gestione del caso. Uno stato degno di questo nome sarebbe già intervenuto per riportare a casa il proprio cittadino, tanto più alla luce delle dichiarazioni di alcuni rappresentanti del governo sudanese che, vista l’inconsistenza delle accuse, sotto gli occhi di tutti, si sono spesi in prima persona per aiutare Zennaro, al contrario dei nostri rappresentanti. Come CasaPound non possiamo lasciar cadere la vicenda nel dimenticatoio: non vogliamo rischiare che Zennaro, come tanti altri nostri connazionali nel mondo, rimanga a marcire in una prigione nella totale indifferenza di uno stato che ha evidentemente dimenticato una delle sue prerogative: salvaguardare, proteggere e difendere i propri cittadini, anche fuori dai confini nazionali”.
Marco Zennaro è bloccato in Sudan dal 17 marzo e per 56 giorni è stato rinchiuso in condizioni pessime in posti di polizia e in carcere. Una detenzione da inferno che lo ha debilitato fisicamente e mentalmente. A Zennaro alcuni sedicenti imprenditori locali contestano di avere consegnato loro della merce (trasformatori) non compatibile con quella ordinata e pagata (per un valore di 1.2 milione).
Zennaro aveva trovato un primo “accordo” pagando 400 mila euro. Ma non è bastato. Perchè un miliziano dice di aver versato lui i soldi per l’acquisto, e, pretendendo 900 mila euro, fa arrestare Zennaro.
Mentre l’imprenditore è incarcerato, come in un assalto alla diligenza, altri presunti imprenditori si fanno avanti per chiedere altri soldi (altri 800 mila euro… che fanno scattare un nuovo arresto per Marco Zennaro, che afferma di non conoscere i nuovi sedicenti creditori).
Al momento per far uscire Zennaro dalla prigionia la famiglia ha già pagato 800 mila euro. In questi giorni si attende il pronunciamento dei giudici sulla vicenda ma per la seconda volta la decisione è stata rinviata.
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