GODIASCO RIVANAZZANO 01/02/2021: Animali. Bocconi avvelenati. Comuni e forze dell’ordine si mobilitano. Ecco come
GODIASCO RIVANAZZANO – Un allarme bocconi avvelenati è scattata da qualche giorno nel comune di Rivanazzano. Casi di gatti (2) e cani (1) che sarebbero morti a causa del veleno si sarebbero verificati in va Volta.
L’allarme è sorto via facebook, dove sono stati denunciati tre casi di animali che sarebbero morti per il veleno sparso in strada da qualcuno.
Dei casi se ne sono subito occupate le due amministrazioni. “Non appena siamo venuti a conoscenza degli episodio – aveva detto nell’imminenza dei fatti il vice sindaco di Rivanazzano Romano Ferrari – abbiamo detto alla polizia locale di raccogliere informazioni ed abbiamo avvertito i carabinieri forestali”.
A distanza di una settimana presso il Municipio di Godiasco Salice Terme, nella giornata di oggi si è tenuto un incontro con le Forze dell’ordine che prevedeva, tra gli argomenti in programma, i recenti fatti che riguardano l’avvelenamento di due gatti e il presunto ritrovamento, anche in territorio di Salice Terme, di bocconi avvelenati. Presenti, oltre all’Amministrazione Comunale e il Comando di Polizia Locale di Godiasco Salice Terme, il nucleo forestale Carabinieri di Rivanazzano, la Stazione Carabinieri di Godiasco e le Guardie Zoofile dell’OIPA.
“È stato fatto il punto della situazione – spiega il sindaco di Godiasco Fabio Riva – e sono state concordate le azioni da mettere in atto per porre fine a questa bruttissima vicenda: fra le quali, già nei prossimi giorni, il pattugliamento delle zone interessate, a cura del gruppo cinofili del Nucleo Forestale dei Carabinieri, col fine di individuare eventuali ulteriori bocconi avvelenati.”
È inoltre previsto, aggiunge Riva. “il posizionamento di numerose fototrappole, e cioè di telecamere nascoste, per individuare eventuali avvelenatori.”
Il primo cittadino ha anche lanciato una raccomandazione, “in caso di ritrovamento di sospetti bocconi avvelenati, occorre denunciare immediatamente l’accaduto direttamente alle Forze dell’ordine e non attraverso i social o canali non convenzionali: ciò al fine di consentire lo svolgimento delle indagini in modo corretto e per non dare indicazioni ai potenziali avvelenatori.”
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