BRALLO 05/07/2016: Idroelettrico sull’Avagnone. M5s contro la provincia per il Sì e solleva un “vizio di legittimità”
BRALLO – Nei giorni scorsi la Provincia di Pavia ha approvato la costruzione di una centrale idroelettrica sul torrente Avagnone, affluente del fiume Trebbia, in Val Staffora che scorre accanto alla territorio pavese. Oggi il M5S ha presentato un’interrogazione in Regione in cui spiega di aver rilevato un vizio di illegittimità e in cui ne chiede lo stop.
Iolanda Nanni, consigliere regionale M5S, dichiara: “. Questa centrale, del tutto inopportuna su questo territorio, era in fase di autorizzazione da parte della Provincia di Pavia che aveva già dato la concessione alla società Brallo Energia S.r.l.. L’Avagnone è un affluente del fiume Trebbia che rischierà di sparire del tutto dal momento in cui la società comincerà a deviare nella centrale idroelettrica addirittura fino al 90% del suo volume d’acqua, con gravissime conseguenze e ricadute sull’ecosistema e sul fiume Trebbia.”
“Il 14 giugno 2016 – continua Nanni – la Provincia di Pavia ha rilasciato alla Brallo Energia s.r.l. l’autorizzazione alla realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Avagnone, affluente del fiume Trebbia. Il M5S ha rilevato un potenziale vizio di illegittimità nel rilascio dell’autorizzazione da parte della Provincia di Pavia. Il vizio di illegittimità del decreto provinciale si fonda su una autorizzazione a una variante alla concessione che costituisce “variante sostanziale” al progetto e richiederebbe per legge una nuova istruttoria.”
“Con una variazione così importante del progetto originale, era necessario, stando ai regolamenti regionali, aprire una nuova istruttoria. La Provincia di Pavia ha agito con leggerezza e giudicato la variante non sostanziale. Per questo, ho scritto all’Assessore regionale all’Ambiente Terzi perché verifichi la legittimità del decreto provinciale e valuti un ricorso presso il Tribunale superiore delle Acque Pubbliche. Quella centrale idroelettrica nasce male: oltre alla contrarierà dei cittadini, e all’impatto sull’ambiente e sull’ecosistema della valle e del torrente, c’è pure la superficialità della Provincia nel rilasciare le concessioni. Se ci sono delle regole pretendiamo che siano rispettate”.
“Il progetto di centrale idroelettrica sul torrente Avagnone in Oltrepò è controverso per molti motivi, come peraltro le osservazioni del Comitato per il Territorio delle Quattro Province hanno rilevato in tutte le fasi dell’iter autorizzativo. Il progetto, peraltro, è collocato all’interno di un canale primario della Rete Ecologica Regionale (all’interno della quale è vietata la creazione di nuove industrie e infrastrutture), nonché in una ZRC (Zona di ripopolamento e cattura della fauna). Di conseguenza la collocazione del progetto appare alquanto infelice, e decisamente inopportuna, nonché potenzialmente non conforme alle prescrizioni di legge sulla Rete ecologica regionale e sulle Zone di ripopolamento e cattura della fauna. Ovviamente non siamo contrari di per sé alla creazione di centrali idroelettriche, ma la loro collocazione sul territorio deve essere opportunamente studiata, in conformità al dettato della Rete ecologica regionale e alle Zone di ripopolamento e cattura della fauna, e l’Oltrepò e il torrente Avagnone, tutelato dalla normativa regionale sotto il profilo ambientale e faunistico, non sono luoghi adatti.”
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